La Festa del Papà, rappresenta una ricorrenza abituale, spesso accompagnata da immagini tenere e stereotipate: cravatte disegnate dai bambini, auguri affettuosi, ma anche figure di padri idealizzati o distanti.
Ma tra il padre “Super Eroe” e quello assente, c’è spazio per una possibilità più profonda: fermarsi a riflettere su cosa significa essere padre oggi.
Essere padre, oggi, non coincide più solo con il ruolo di chi “protegge” o “provvede”.
È piuttosto un nuovo Tempo, il Tempo dei Padri, che è dentro la capacità di esserci, di accompagnare e condividere, una sfida nuova, soprattutto in un tempo in cui gli uomini sono chiamati a riscoprire la propria parte affettiva, accudente e vulnerabile, senza sentirsi per questo meno forti o autorevoli.
Da qualche anno, nei discorsi sulla genitorialità, riappare spesso l’immagine del pinguino imperatore: mentre la madre cerca cibo, il padre tiene l’uovo tra le zampe, lo custodisce contro il freddo e attende pazientemente la schiusa. È una metafora che racconta bene un cambio di sguardo: la cura non è una competenza di genere, ma una qualità umana. Il padre che cova diventa simbolo di una presenza silenziosa e profonda, fatta di attenzione e di tenerezza.
Per molti uomini, tuttavia, questo passaggio non è semplice. Serve tempo per imparare a domare vecchi modelli interiori — padri autoritari, distanti, o troppo idealizzati — e dare spazio a una paternità più autentica, capace di sbagliare e di imparare.
È qui che il counseling familiare può offrire uno spazio di ascolto, dove il padre possa riconoscersi, raccontarsi e ritrovare un equilibrio tra forza e cura.
Essere padre oggi significa dunque abitare la relazione come luogo di crescita reciproca.
Ogni figlio chiama il padre a cambiare, ogni padre insegna al figlio che l’amore si costruisce nella presenza quotidiana, nei gesti silenziosi, nelle piccole cose.
Il Nuovo Tempo dei Padri, questo tempo è Vostro.
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